DVD La Bestia Nel Cuore, Film di Cristina Comencini 2005, Trama e Cast - Dvd.it
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LA BESTIA NEL CUORE

LA BESTIA NEL CUORE

Sabina è bella, ha un compagno che la ama, una vita serena?Ma è davvero felice? Da qualche tempo, strani incubi la tormentano. Quando scopre di aspettare un bambino una finestra di...... leggi la trama completa

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Sabina è bella, ha un compagno che la ama, una vita serena?
Ma è davvero felice? Da qualche tempo, strani incubi la tormentano. Quando scopre di aspettare un bambino una finestra di ricordi si apre sul suo mondo interiore: l'infanzia, la famiglia, i riti di una borghesia severa e rassicurante al tempo stesso. Ma questa è soltanto la superficie?
Attori:Giovanna Mezzogiorno, Alessio Boni, Stefania Rocca, Angela Finocchiaro, Giuseppe Battiston, Francesca Inaudi, Luigi Lo Cascio
Registi:Cristina Comencini
Casa Distribuzione:01
Sottotitoli:Inglese
Lingua Doppiaggio:Italiano
Produzione italiana:No
Durata:116
Anno Produzione:2005
Vietato ai minori:No
Formato Video:
Formato Audio:DOLBY DIGITAL 5.1
Area DVD:2
Colore/Bianco e Nero:Colori
DVD nella confezione:1
Comprende:Interviste, Backstage, Trailer, Galleria fotografica, Sottotitoli in italiano per non udenti.
LA BESTIA NEL CUORE - Recensioni
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Emanuela
06/06/2011
Voto 5 5 su 5

Gli occhi di un'intensa Giovanna Mezzogiorno ci fanno strada nei bui corridoi di una casa silenziosa e dimenticata, quella dell'infanzia di Sabina, una donna come tante messa davanti ad un passato terribile che si risveglia prepotente in lei all'improvviso, una notte. La visione onirica sarà  la spia che la condurrà  più o meno consapevolmente alla ricerca di una verità  nascosta, per anni rimasta sepolta nel suo cuore. I flashback della memoria sono intessuti di voci assenti, spezzate, come il puzzle di un dolore antico da ricostruire pezzo dopo pezzo. Sono afone le immagini del padre che da severo ed autoritario di giorno si trasforma la notte nella Bestia dalle fattezze umane e la voce lamentosa. E' mancante la voce della madre, che preferisce celare il dramma del marito piuttosto che affrontarlo, seguitando come se nulla fosse. Sabina decide di andare a trovare il fratello negli gli Stati Uniti seguendo l'istinto, e scopre la verità . Quella realtà  a causa della quale il fratello non è in grado di dimostrare il proprio affetto ai figli ed entra in analisi, lui vittima per primo degli abusi paterni. Daniele è l'unica figura maschile debole eppure straordinariamente forte del film. La sua caparbietà  interiore rende pressochè nulli gli altri uomini presenti, fragili come Franco, che pur amando Sabina pecca mentre lei è assente, o come il marito della collega di Sabina, Maria (una brillante Angela Finocchiaro), che abbandona il tetto coniugale per inseguire il sogno di eterna giovinezza insieme ad una compagna di scuola della figlia. Tutta l'infanzia di Sabina è silente dentro di lei, sino al momento dell'epifania, la notte di Capodanno, quando ciò che prima era solo un tremendo sospetto le si palesa davanti in tutta la sua drammaticità . Dapprima la rabbia la travolge, poi le parole di Daniele danno una spiegazione alla sua ferita interiore. Perfetta Stefania Rocca nei panni di Emilia, amica di infanzia di Sabina, divenuta cieca intorno ai vent'anni, che sarà  per la delusa Maria un valido surrogato dell'amore maschile. Il film, pur toccando una tematica difficile, non scade in uno scontato buonismo. Daniele arriva a provare odio nei confronti del padre-orco e ne attende la fine al capezzale con sadica soddisfazione. Franco tradisce la donna che ama dopo averle giurato fedelta'. Le colpe vengono riassorbite, e catalizzate positivamente verso il futuro. Le cicatrici del passato non sono rimarginabili, ma neppure un ostacolo al raggiungimento della serenità . Emanuela Fiorito

grazia
12/02/2008
Voto 5 5 su 5

La Giovanna Mezzogiorno è bravissima nel farti sentire coinvolto con i suoi personaggi... Ho trovato il film bello e allo stesso tempo triste...

Emanuela
29/01/2008
Voto 4 4 su 5

Film molto bello e profondo. Giovanna Mezzogiorno è bravissima!!!. da vedere

Monica
29/01/2008
Voto 3 3 su 5

giovanna mezzogiorno e locascio sono garanzie di alto livello, anche se mi è piaciuto il film l'ho trovato un po lento!

Pierpaolo
29/01/2008
Voto 3 3 su 5

Alla Mostra del cinema di Venezia 2005 La bestia nel Cuore, di Cristina Comencini (figlia del già noto cineasta Luigi, con cui ha collaborato a lungo nei panni di sceneggiatore), era il secondo film italiano ad appellarsi alla critica. Ha strappato applausi e commozione, e c'era da aspettarselo, vista l'attualità e la drammaticità del tema, delicato e coraggiosamente disturbante. Tratto dall'omonimo romanzo della stessa regista, il film ci racconta di Sabina (una splendida Giovanna Mezzogiorno), doppiatrice di telefilm, bella e felicemente innamorata di Franco (Alessio Boni), attore di teatro. La loro convivenza è serena, minacciata appena dalle esigenze economiche, che portano Franco a vestire i panni di attore in un discutibile telefilm. L'equilibrio di Sabina è però minacciato dai suoi incubi, cominciati in concomitanza con la sua gravidanza, che riportano alla luce sfumature dei ricordi della sua infanzia. In questa condizione, riconosce in suo fratello Daniele (un Luigi Lo Cascio non in ottima forma) l'unica persona in grado di poterla aiutare a ricordare. La verità che emergerà dal loro incontro si rivelerà per Sabina a tratti insormontabile, ma la renderà più forte e preparata ai "chiaroscuri della normalità". La Comencini dimostra una discreta maturità artistica, ma non sempre capace di dirigere gli attori in modo convincente in certe scene, che avrebbero richiesto una maggiore carica emotiva dagli interpreti protagonisti. Questo porta a riconoscere una drammaticità spezzata, non adeguatamente preparata nel corso del film, e che prende il posto che merita, con forza e vigore, solo verso la fine. L'equilibrio tra ironia e passione dei personaggi non protagonisti è invece perfettamente riuscita: le interpretazioni di Angela Finocchiaro (Maria), Stefania Rocca (Emilia) e Giuseppe Battiston (il Regista Negri) sono curate, eleganti e convincenti. Buono anche il taglio registico e la scelta degli ambienti, con dialoghi quasi sempre all'altezza. Discreta quanto caratteristica (tipica del cinema italiano "impegnato") è la fotografia, senza eccessi ma di classe, nelle contrapposizioni di luci, ombre e colori. Non all'altezza è forse la colonna sonora, poco ricercata e sterile, che passa quasi "inascoltata". Film ben oltre la sufficienza, macchiato forse da una sottile incoerenza nella scelta di un tema forse eccessivamente scabroso, che appare oscurare il coraggio di averlo proposto.

livia
29/01/2008
Voto 4 4 su 5

di sicuro non è un filmetto da guardare tanto per passare il tempo.. è un film impegnativo e la mezzogiorno è bravissima in questa parte... è una faccia sul mondo interiore degli abusi...