DVD Il Colore Della Liberta', Film di Bille August 2007, Trama e Cast - Dvd.it
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IL COLORE DELLA LIBERTA'

Versione: Film DVD
IL COLORE DELLA LIBERTA'

James Gregory è un uomo bianco, nato e vissuto in Sudafrica e mosso da profondi sentimenti razzisti nei confronti dei suoi connazionali di colore. James lavora come secondino nel carcere di...... leggi la trama completa

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James Gregory è un uomo bianco, nato e vissuto in Sudafrica e mosso da profondi sentimenti razzisti nei confronti dei suoi connazionali di colore. James lavora come secondino nel carcere di Robben Island dove è stato rinchiuso il leader della lotta all'Apartheid, Nelson Mandela. Grazie alla sua conoscenza della lingua Xhosa, gli è stato affidato il compito di sorvegliare il rivoluzionario e i suoi compagni di prigionia, per spiare di nascosto le loro conversazioni. Le parole di Mandela faranno breccia nel cuore dell'aguzzino che da persecutore si trasformerà in fervente sostenitore di un Sudafrica democratico con uguali diritti per bianchi e neri.
Attori:Joseph Fiennes, Dennis Haysbert, Diane Kruger, Shiloh Henderson, Mehboob Bawa, Adrian Galley
Registi:Bille August
Casa Distribuzione:CECCHIGORI
Sottotitoli:
Lingua Doppiaggio:Italiano
Produzione italiana:No
Durata:117
Anno Produzione:2007
Vietato ai minori:No
Formato Video:
Formato Audio:
Area DVD:2
Colore/Bianco e Nero:Colori
DVD nella confezione:1
Comprende:
IL COLORE DELLA LIBERTA' - Recensioni
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francesco
29/01/2008
Voto 4 4 su 5

Ci vuole una bambina di sei o sette anni al massimo e quasi mezz’ora di film per vedere il primo gesto di ribellione di un bianco alla crudeltà esercitata contro i neri in Sudafrica. Ma da quel momento qualcosa cambia e per James Gregory secondino addetto alla custodia di Mandela, cresciuto tra i neri ma convinto sostenitore dell’apartheid, tante convinzioni cominciano a vacillare. Tutto quello che seguirà è storia vera e sarà non solo il confronto tra due uomini rispettosi l’uno dell’altro, ma anche e soprattutto un lungo processo politico che porterà alla pacificazione del paese. La realizzazione di film basati su importanti capitoli della Storia è sempre complessa e rischiosa. La retorica, in questi casi, è sempre in agguato e nemmeno Goodbye bafana (Addio ragazzo, in lingua Xhosa) ne è immune. Il racconto è sviluppato in maniera convenzionale, August non brilla per particolari invenzioni e molti personaggi sono piuttosto stereotipati (Diane Kruger nei panni di Gloria,la moglie di James, ne è l’esempio migliore), ma il prodotto finale è senz’altro dignitoso e il film risulta utile per avvicinarci ad una pagina importante della Storia recente. Difficile raccontare la Storia, dicevamo, e ancora più difficile raccontare gli uomini che l’hanno scritta ed è forse proprio in questo che Bille August riesce meglio. Il ritratto di Mandela è discreto e soprattutto nella prima parte si fa apprezzare per quelle frasi appena accennate che ne evidenziano compostezza e carisma. Bravo nell’interpretazione Dennis Haysbert, noto al grande pubblico per il serial tv “24” e per l’ottimo “Lontano dal paradiso” di Todd Haynes. Giudizio sospeso invece per Joseph Fiennes (ex Shakespeare in love), nei panni del carceriere si fa odiare prima ed amare poi, ma non ci convince mai completamente.

ilenia
29/01/2008
Voto 5 5 su 5

Guccini nella sua canzone "La tua libertà" canta: "la tua libertà, se vuoi, la puoi trovare. E' un uomo saggio, regole farà, una prigione fatta di parole; i carcerieri di una società ti impediranno di cercare il sole; la tua libertà se vuoi, la puoi avere...." "Ma sono un uomo Uno fra milioni E come gli altri ho il peso della vita E la mia strada Lungo le stagioni Può essere breve, ma può essere infinita; la tua libertà cercala, che si è smarrita" Gaber cantava : "La libertà non è star sopra un albero non è neanche il volo di un moscone la libertà non è uno spazio libero libertà è partecipazione." Tanti altri autori hanno parlato di libertà, tutti noi parliamo di libertà, mi hanno sempre detto "La tua libertà finisce dove inizia quella di un altro". La libertà, pieno diritto di espressione: poter dire ciò che si pensa, senza ferire un altro uomo, la libertà.. La libertà pieno diritto di muoversi nella Terra di ognuno di noi, senza distinzioni, senza colori, senza bandiere... La libertà un concetto ampio e ambiguo a volte, non sai mai quando ti stanno soffocando o quando ti lasciano libero di dire, di fare, di avere, di volere. Un uomo, uno come tanti, nero, un nome importante MANDELA ha dato la sua vita per un ideale, per uno scopo, per donare la libertà, ha pagato con la sua vita, la sua repressione, ha subito di tutto, ha visto uccidere suo figlio, ha visto uccidere i suoi compagni di lotta, ha subito violenze come gli altri negri, ma ha lottato,ha vinto… Davanti alle difficoltà non si è mai fermato, non ha toccato sua moglie per 21 lunghi anni, non ha visto crescere le sue bambine, non ha visto nascere suo nipote, non ha potuto essere in prima linea a lungo sulla sua terra, ma lo è sempre stato anche dentro una cella, umida e fredda dove il cibo che gli veniva dato era più adatto agli animali che non agli uomini, uomini rinchiusi in quel carcere in quell'isola deserta,una volta isola di lebbrosi, che come lui lottavano per la libertà. Una libertà sognata, voluta e arrivata. Il film inizia, la visione sembra piacevole… Sud Africa 1968: 20 milioni di neri erano dominati da una minoranza di soli 4 milioni di bianchi, sotto il brutale regime dell'Apartheid. I neri non avevano diritto di voto, né diritto di proprietà: nessuna parità nelle operazioni commerciali, nelle abitazioni, nelle istruzioni. Determinato nel mantenere il potere, il Governo mette al bando tutti i popoli dei neri; i loro leader sono condannati all'ergastolo da scontare sull'isola di Robben Island. Vediamo una nave, dei neri vengono spinti a forza dentro. Una famiglia, un secondino che andrà a lavorare sull'isola, Mr. Gregory, sua moglie, un bimbo, Brent, e una bimba, Natascha. Brent: "Papà ma a Robben Island tutti i criminali sono neri?" Mr.Gregory: "Non mischiano i bianchi e i neri neanche in prigione questi non solo sono criminali ma sono terroristi" Brent: "Quale è la differenza?" Moglie: "I terroristi sono persone brutte, vogliono uccidere tutti i bianchi e portarci via la terra." Mr.Gregory: "Ecco perché li rinchiudono sull'isola." L'arrivo sull'isola per questa famiglia è una gioia la loro isola del sole, Mr. Gregory qui potrà fare carriera per la felicità di sua moglie, che, pare, vive solo per questo scopo. Il disprezzo per i neri si scorge ad ogni piccola parola che viene pronunciata verso di loro, per loro. Siamo nel giugno del 1968 Mr. Gregory viene invitato ad una cena con gli ufficiali, devono ancora dirgli quale sarò il suo incarico nel carcere n.1 del Paese, Robben Island. Un incontro con il maggiore dei servizi segreti, aprirà gli occhi ed indicherà il suo compito a Mr.Gregory. Maggiore: "Mi risulta che conosce la lingua dei cattivi" Mr.Gregoy: "Conosco il Xhosa signore" Maggiore: "Perché?" Mr.Gregory: "Sono cresciuto in una fattoria e non avendo fratelli giocavo con i figli dei servi signore" Maggiore: "Cosa ne pensa del giudizio emesso nei confronti di Mandela?" Mr Gregory:"Lo avrebbero dovuto mandare alla forga signore" Maggiore:"Così lo avrebbero fatto passare per martire, per noi forse è più utile dietro le sbarre" Mr.Gregory: "Spendere soldi per loro è come rubarli ai contribuenti per me" Maggiore: "Parla per tutti i neri?" Mr.Gregory: "Per quelli che hanno impugnato le armi contro di noi, i comunisti" Maggiore: "Mandela nega di essere comunista" Mr.Gregory: "Sono tutti bugiardi o sbaglio?" Maggiore: "Lo sa che nell'800 quest'isola era una comunità di lebbrosi?" Mr.Gregory:" non è cambiato molto allora" Maggiore: "Cosa ne penserebbe di gestire l'ufficio censura della sezione B?" Mr Gregory: "Perdoni la mia ignoranza ma cos'è la sezione B?" Maggiore: "E' dove teniamo rinchiusi Mandela e i suoi compagni. Ho bisogno di qualcuno all'interno, qualcuno che parli la loro lingua. Voglio sapere che cosa pensno, come pensano. Tutto quello che trova di strano nelle loro lettere, nelle loro visite lo riferisce dierettamente a me. Voglio che lei sia la mia finestra sulla loro anima se ce l'hanno un'anima." Mr Gregory: "Accidenti ed io che pensavo di passare il primo anno a fare i turni di notte." Maggiore: "Può farli se vuole" Mr.Gregory: "No, lo prego, no signore. È un onore per me dirigere l'ufficio censure non la deluderò" Maggiore: "Se delude me delude la sua patria" Mr. Gregory: "Non lo farei mai." Maggiore: "Ne sono sicuro." Mr. Gregory al rientro a casa comunica alla moglie di non essere più un secondino ma di avere ricevuto l'incarico di dirigere l'ufficio censure. Si occuperà del peggior terrorista che il Paese abbia mai visto. Vivremo all'interno del carcere, vedremo i soprusi sui neri, le celle di isolamento, le catene, le docce fredde… Il primo incontro tra Mandela e Mr.Gregory sarà freddo, distaccato, Mandela non si volta a sentirlo, il suo sguardo è fisso rivolto verso le grate della sua cella. Non si muove, non un cenno. Mandela riceverà una visita di sua moglie, una ogni sei mesi previa autorizzazione, sarà Mr. Gregory ad tenerli sotto controllo. Parlano nella loro lingua e iniziano a parlare del loro Paese. Mr Gregory per questo interromperà il loro incontro, mezz'ora ogni sei mesi, tempo cinque minuti. Ciò che viene udito verrà riportato al Maggiore, che farà di tutto per mettere a fuoco ciò che ha a disposizione e colpire Mandela, alle spalle, da vigliacchi, voglio farlo zittire. Durante il colloquio tra i due coniugi, la moglie gli dice una cosa importante: quando ti ho sposato sapevo che avrei sposato la lotta. Una donna forte, consapevole, che non abbandonerà mai il suo uomo. La vita sull'isola, all'esterno del carcere, continua senza sosta, giornate passate nella normalità, è un'isola abitata solo da secondini, sergenti, marescialli con le loro famiglie. Un pomeriggio Mr.Gregory porta a pescare i suoi bimbi. All'improvviso sente delle urla, sono i secondini con dei detenuti. Fa nascondere i suoi bimbi. Mr.Gregory: "I detenuti non possono vedere i bambini e se i secondini vi avessero visto avrei passato un guaio." Brent: "Perché non possono?" Mr. Gregory: "Sono qui per essere puniti" La vita all'interno del carcere, al contrario, è dura, pesante, umiliante per i detenuti. Conosceremo sempre più in fondo l'uomo Mandela, che rifiuta un articolo di giornale perché non può averlo secondo il regolamento, un uomo che soffre in silenzio per la morte di suo figlio. Un uomo che lotta, sempre. Durante un fine settimana libero Mr. Gregory torna in città con la sua famiglia, mentre si trovano in centro, lui e i suoi figli assistono ad una scena raccapricciante. Un bambino, un fagottino viene strappato dalle braccia di sua madre, nera, e lasciato in terra. La piccola Natascha rimane sotto schoc. "Perché non hai fermato quel poliziotto?" "Perché quello è il suo lavoro" "Portare via la mamma al suo bambino" "No ma se la mamma non ha un lascia passare non può stare lì e perciò devono arrestarla." "Noi ce lo abbiamo?" "Non ne abbiamo bisogno" "Perché?" "Perch é siamo bianchi" "Ti sembra giusto papà?" "L'apartheid, è così che viviamo Natascha i bianchi da una parte i neri dall'altra" "È il volere di Dio amore……" Alla morte del figlio di Madera, Mr Gregory fa un salto nel suo passato, il suo migliore amico un negro, i sensi di colpa verso quell'uomo a cui è morto un figlio. Va a trovarlo in cella, tra loro iniziano i primi contatti veri, quelli fatti di notizie, di realtà. Durante questo incontro-scontro verbale, primo tra i due, Mandela fa cenno alla CARTA DELLA LIBERTA'. Spiega cosa vi è scritto e dubita che Mr.Gregory l'abbia mai letta, ma lui nega. Il pensiero di questa carta della libertà accompagnerà Mr.Gregory fin quando non sarà tra le sue mani, farà di tutto per averla, la ruba, la legge, la conserva gelosamente. In questa fase assistiamo ad un cambiamento di Mr. Gregory verso Mandela, non bene visto da suo moglie e mettendo a rischio il suo lavoro, la sua famiglia. Ad una visita della moglie di Mandela Mr.Gregory farà un dono alla signora da parte di suo marito, il regalo di natale di Mandela per la sua famiglia. Il caos ....tutto apparirà sui giornali in forma molto amplificata e Mr.Gregory si gioca la sua reputazione. Anche il dirigente del carcerere di Robben Island perderà il suo posto. Nel febbraio 1976 la dirigenza del carcere passerà di mano e il nuovo comandante sarà ancora più rigido. Inizia l'inquisizione per i detenuti. Un primo incontro tra Mandela e il ministro della difesa, non andrà a buon fine. Mr Gregory, dopo il fattaccio apparso sui giornali verrà deriso dai suoi colleghi anche la sua famiglia ne pagherà le conseguenze, chiede il trasferimento che in un primo momento non viene accettato, fin quando Pretoria gli fa una nuova proposta, noi abbiamo bisogno di lei, è l'unico in grado di capire ciò che si dicono, trasferiamo i compiti della sezione B da un'altra parte in città così lei andrà via da qua e noi non perderemo un uomo importante. Mr. Gregory accetta. Nell'aprile del 1982 la svolta In corso c'è la campagna per Mandela Libero. Mr Gregory e suo figlio Brent, che nel frattempo si è iscritto all'università come aveva auspicato tempo addietro Mandela e che lavora per i servizi carcerari, vengono trasferiti in un nuovo carcere a Polstaw dove si occuperanno di Mandela e di altri quattro compagni dello stesso. Le restrizioni non saranno più gravi e pesanti. Avranno più spazio per muoversi, possono ascoltare la radio, leggere un giornale. In Sud Africa nel frattempo le lotte diventano più aspre. Un bianco e un nero giocheranno insieme. Un attentato, cambia le cose, scuote gli animi. Mr Gregory si rivolge a Mandela: "Tu puoi fermare tutto questo, puoi mettere fine a queste violenze "Come" "Dì alla tua gente a Losaka di cessare la lotta armata" "Mr Gregory lei pensa onestamente che se noi deponessimo le armi il regime dell'Apartheid cesserebbe i suoi atti di violenza contro la nostra gente?" "Ma è un circolo vizioso" "Io aspetto da 20 anni che la sua gente venga a parlarmi di pace ma a loro non interessa la pace loro sono interessati al potere" "Anche tu" "Quando chi sta al potere ti nega la libertà l'unica via per la libertà è il potere" Dopo 21 lunghi anni, Mandela incontrerà la sua famiglia senza un vetro che li separa, potrà abbracciare la moglie, le sue figlie, ma ha paura. Mr Gregory li lascia soli, Mr Gregory in questi lunghi anni vicino a Mandela capisce che Mandela è un uomo che lotta per la libertà, cambia il suo atteggiamento, sa cosa accadrà lasciandoli soli, ma lo fa. Dopo poco tempo dall'incontro con la sua famiglia, la figlia di Mandela apparirà in tv con un messaggio: "Mio padre dice dov'è la libertà quando ad un popolo non viene offerta la possibilità di organizzarsi. Dov'è la libertà quando posso essere arrestato se non ho un lascia passare, dov'è la libertà se vivere la mia vita accanto a mia miglie è ancora vietatao a Branfort, dov'è la libertà se devo chiedere un permesso per vivere in una strada urbana, dov'è la libertà se ho bisogno di un timbro sul mio lascia passare per trovare un lavoro, dov'è la libertà quando il mio diritto di cittadino Sud Africano non viene rispettato. Solo gli uomini liberi possono negoziare, i detenuti non possono entrare in un contratto. Mio padre dice io non posso né voglio prendere un impegno quando il mio popolo ed io non siamo liberi la vostra libertà e la mia non possono essere separate. Io tornerò." Dopo questo discorso la vita di Mr Gregory subisce un altro duro colpo, è costretto a vivere sotto scorta, la sua famiglia riceve minacce. Mandela viene trasferito nel carcere di VICTOR VEBSTERR GEVANGENIS è più sicura e con lui anche Mr Gregory si trasferirà Siamo nel dicembre del 1998 Mandela fa una riunione con altri uomini importanti per parlare della negoziazione. Qualcosa scuoterà la felicità, la serenità della famiglia Gregory. Mr.Gregory subirà un crollo emotivo, non riesce più a rientrare a lavoro fin quando sua moglie gli ricorda che ha lottato e ha vissuto per essere protagonista di una pagina di storia. 11 febbraio 1990 Mandela nel suo appartamento- carcere raccoglie le sue cose. Fuori la folla La Tv segue gli attimi, capta le emozioni della gente. E' un momento importante Arriva il foglio di scarcerazione. "Signor Mandela da oggi è un uomo libero." Ecco Mandela che scortato da Mr Gregory esce di prigione e compie i primi passi verso il nuovo Sud Africa. "Ci sarà pace e fratellanza che tutti coloro che amano il proprio popolo e il proprio Paese adesso dicono insieme a noi per queste libertà noi lotteremo fianco a fianco per tutta la vita finchè non avremo conquistato la libertà!" Nel 1994 Nelsono Mandela diverrà il primo Presidente del Sud Africa libero eletto democraticamente. Questa è storia, questo è film... Un film della durata di 1 ora e 8 minuti, carichi intensi, ricchi di emozioni, di passione, non ti annoia mai, ogni scena è girata con tanta maestria che tisembra di essere lì, vivi ogni istante. Un film da vedere a mio parere. Gli attori sono tutti molto bravi, riescono a trasmettere ciò che provano, sono tutti ben calati nelle loro parti. Un film dai tanti risvolti, dall'odio e l'intolleranza all'amore e la fratellanza dai pregiudizi alla realtà un confine…mite…breve , ma che fa male… Il Dvd in versione originale è tradotto in varie lingue, mi sembra tre, è ricco di contenuti extra, dalle interviste ai protagonisti a quella del regista, scene, trailer. Scheda tecnica del film: Un film di Bille August. Con Joseph Fiennes, Dennis Haysbert, Diane Kruger, Shiloh Henderson, Megan Smith, Faith Ndukwana, Terry Pheto. Genere Drammatico. Produzione Belgio, Sudafrica, Germania, Francia, Italia 2007.