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A HISTORY OF VIOLENCE
Versione: Film DVD
*** Tom Stall (Viggo Mortensen) vive tranquillo e felice con la moglie avvocato (Maria Bello) e i loro due bambini nella piccola città di Millbrook, Indiana, ma la loro idilliaca esistenza va...... leggi la trama completa Genere: Dvd Drammatici
3 recensioni -
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A HISTORY OF VIOLENCE - Recensioni
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Marco
04/07/2010
Ho comprato il DVD dopo averlo visto al cinema; mi ha ricordato da subito "Cane di paglia" con Dustin Hoffman (1971). Lo scenario delle piccole e noiose cittadine-famiglia americane si contrappone decisamente allo scatenarsi della parte violenta, e nascosta, del padre famiglia modello. Un bel film per chi, come me, apprezza questo tipo di emozioni. Marco marco
29/01/2008
Cronenberg al servizio di uno spaghetti solido moderno occidentale, che alterna la calma totale con scoppi di grossolanità improvvisa mentre la storia avanza senza rapidità ma senza pausa, con elevato contenuto di violenza. La scena masochista passionale di Viggo con la relativa donna nelle scale lascia senza parole, per quelli che cercano un'altra cosa... Da considerare un esempio di cinema neo-noir. Matteo
29/01/2008
Da: Matteo Mergati. condivido con voi la scoperta d un film e di un regista conosciuto dapprima solo per fama e ora per passione: David Cronenberg. Il film che propongo è lo splendido “A history of violence” la cui copia ke custodisco gelosamente avrò visto già almeno6-7 volte. Recitazione, ritmo, regia, sceneggiatura allo stato dell’arte, in 90 min esplosivi ke lasciano il segno, fatti di colpi di pistola, dilemmi, metamorfosi e silenzi come rasoiate. Ovvero, il cinema “parallelo” americano che rifiuta ogni stereotipo pur non sacrificando attori di prima classe e fotografia dai colori smaglianti, contrapposta a scene oscure e desolanti. Una beffa. Un film vestito da lungometraggio di seconda classe e capace di enormi suggestioni, poetico, disturbante, tentatore. Catapulta in un mondo parallelo, anzi in due. Per la prima parte del film infatti c dimentikiamo del titolo (dov’è la violence?), poi cominciamo ad acquisire familiarità con essa (ma in fondo era legittima difesa!) infine ne siamo divorati (si salvi chi può!). Chi siamo noi? E soprattutto, è davvero possibile cambiare, o quello del sogno americano della seconda opportunità è soltanto una beffa, schiacciata da un “eterno ritorno” della violenza, totalizzante e distruttore? E allora si comprende come Cronenberg, con la sua “poetica della sporcizia”( Canova ), ci sottoponga non il dilemma di una “story” of violence (quella del protagonista), ma una History of violence cui nessuno di noi, presto o tardi, si può sottrarre. |
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